Olivo Barbieri

Olivo Barbieri

Olivo Barbieri

Carpi, 1954

Barbieri nei primi anni 70 del novecento frequenta la facoltà di pedagogia e il DAMS di Bologna, è durante questi anni che nasce il suo interesse per la fotografia. Inizialmente le sue ricerche si concentreranno sull’illuminazione artificiale nei centri urbani e architettonici.
Nel decennio successivo partecipa a molti progetti promossi da Luigi Ghirri, fra i quali Viaggio in Italia, progetto costituito da un libro e da una mostra itinerante che raccoglieva immagini di molti autori sia italiani che, in misura minore, stranieri.
Specializzato in fotografia di ambienti urbani, ha realizzato film e pubblicato diversi libri e cataloghi dedicati al tema. È noto per l’effetto di “miniaturizzazione del paesaggio”, ottenuto grazie all’uso in riprese aeree della messa a fuoco selettiva (decentramento o “tilt-shift”) volta a creare offuscamenti simili a quelli di una fotografia macro.

He is recognized for his innovative technique creating miniature still photography from actual landscapes by simulating shallow depth of field via the use of tilt-shift lens photography. Barbieri’s technique simulates the shallow depth of field effect of macro photography by tilting the lens’s angle to the back plane of the camera, which creates a gradual blurring at the top and bottom edges, or left and right edges of the filmed image. The technique is called selected focus and the effect is that a picture of an actual city looks like the picture of a model.

Latest Photobook

Olivo Barbieri, Dolmen e menhir in Sardegna — A cura di Marco Delogu e Chiara Gatti. Testi di Franco Carta, Riccardo Cicilloni, Andrea Cortellessa, Marco Delogu, Chiara Gatti. Copertina morbida con bandelle; 24×28 cm; 176 pagine, 115 fotografie a colori; Lingua italiano, inglese.

Esistono evidenti rapporti, dal punto di vista strutturale e culturale, tra la nostra isola ed alcune aree extra-insulari, quali, soprattutto, la penisola iberica, la Francia e particolarmente con la vicina Corsica; tale relazione evidenzia i contatti intercorrenti tra la Sardegna e l’orizzonte megalitico mediterraneo durante le fasi finali del Neolitico ed il Calcolitico. L’isola doveva far parte, quindi, di un network, una rete di contatti e scambi reciproci tra le singole culture, che insieme contribuiscono a formare una sorta di koinè ideologica e culturale, pur con peculiari esiti monumentali ed evolutivi propri delle singole regioni.

Riccardo Cicilloni

WEBSITE

www.olivobarbieri.it/

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