Marco Delogu,Stefano Di Stasio
SPQR

Delogu rischiara con le luci di taglio i volti di marmo nella penombra museale e li fa sembrare vivi accanto a noi. Di Stasio, con la macchina del tempo della pittura, ruba dal passato quei senatori e quella gente del popolo, ne trascrive il dna: li situa estraniati in contesti urbani contemporanei, in un presente metafisico che risucchia l’antichità originaria. Fabio Sargentini
Questa è un’esperienza che spesso accade nei sogni: quando un volto che non ricordiamo di avere mai visto prima appare e ci attira verso di sé. Ed è quello che oggi mi piace pensare, tra queste opere, soprattutto di Salonina, con il suo naso lievemente arcuato e l’inconfondibile piega di amarezza della bocca che spesso hanno gli adolescenti. Guardatela a lungo, bianca nel ritratto di Delogu, incurante del fuoco domestico che divampa alle sue spalle nel dipinto di Di Stasio. Guardatela fino a che quei segni non vi sembreranno più la traccia di una bellezza perduta, ma le tappe di un cammino ancora da percorrere, il cammino che ogni nome deve compiere prima di trovare un corpo che lo accolga. Davvero, è possibile che un ritratto assomigli a ciò che lo attende nella lontananza del futuro.
Emanuele Trevi
Marco Delogu è nato a Roma, dove vive e lavora, nel 1960.
La sua ricerca si concentra su ritratti di gruppi di persone con esperienze o linguaggi in comune. Ha pubblicato più di venti libri. Ha esposto in Italia e all'estero, in molte gallerie e musei, tra i quali: Accademia di Francia, Villa Medici, Roma; Galleria Comunale d'Arte Moderna e Contemporanea, Roma; Palazzo delle Esposizioni, Roma; Warburg Institute, Londra; Henry Moore Foundation, Leeds; IRCAM - Centre George Pompidou, Parigi; Museé de l'Elysee, Losanna; PhotoMuseum, Mosca; Musei Capitolini, Roma; Ex GIL, Roma.
E’ il direttore artistico di FotoGrafia, festival internazionale di Roma.
Stefano Di Stasio è nato a Napoli nel 1948. Vive e lavora a Roma.
Va annoverato tra gli artisti fondamentali dell’Anacronismo e tra i protagonisti indiscussi di quel ritorno alla pittura che ha caratterizzato gli ultimi venti anni del Ventesimo Secolo. Ha ultimato nel 2005 un importantissimo ciclo pittorico per la chiesa di Santa Maria della Pace a Terni, progetto di Paolo Portoghesi. È stato presente con sala personale alle Biennali di Venezia del 1984 e del 1995. Ha partecipato alla XI, XII, XIII Quadriennale Nazionale D’Arte di Roma. Sue opere sono presenti nella Collezione del Ministero degli Esteri. Nel 2004-2005, su incarico del Senato della Repubblica Italiana, ha realizzato il ritratto di Amintore Fanfani per la collezione permanente in Palazzo Madama a Roma.









