Francesco Fossa
Quota Mille

Paolo Rumiz
[..Il Matese, che Francesco Fossa racconta nel suo libro fotografico
"Quota mille" mostra proprio questo: un'altra Italia, lontana secoli
dalla Roma di oggi, lontana soprattutto dal mondo cellofanato che
imperversa in Tv. Un mondo solitario, abbandonato dalla politica,
privato di ogni difesa, aggredito dai predoni dell'energia, dell'acqua e
del vento. Un mondo di gente dura, arroccato alle sue montagne e
che si difende come può, anche ostentando l’orrido ai forestieri.
Nel mio viaggio vidi “gole senza fondo, strade che si infilano senza
nemmeno lo spazio per i paracarri; curve a picco sul nulla come
nelle illustrazioni dantesche del Doré, insegne che additano il
Saloon dell’impiccato o valloni arcigni come la Bocca della Selva”.
Fotogrammi incancellabili nella memoria, come questi – di forza
quasi neorealista – che compaiono nel libro di Fossa. L’Italia non
ama i montanari, li considera cafoni, burini, bestie ignoranti. L’Italia
vive a quota zero, ignora che a quota mille si è giocata fino a ieri la
sua storia e si è costruita la sua ricchezza pastorale.
Non esiste nel Mediterraneo un luogo simile, con la montagna così
vicina al mare (anzi, a due mari), un luogo dove di conseguenza la
transumanza si può giocare in così pochi chilometri, senza i
nomadismi estremi del Medio Oriente o del Nordafrica. E’ tempo
di riappropriarsi di questi luoghi, di guardarli con fierezza, con
orgoglio. Sono questi uomini e queste donne, fotografati da Fossa –
che rappresentano la nostra memoria, il nostro legame antico alla
terra e al paesaggio..]
Francesco Fossa, giornalista e fotografo, nasce nel 1966. Vive e lavora a Roma. Si occupa di cronaca italiana e internazionale come inviato delle testate Mediaset. Ha collaborato con diversi Magazine italiani tra i quali L’Espresso, D - La Repubblica delle Donne, Diario della settimana.









