Graciela Iturbide
El baño de Frida

Nel 2005, per la prima volta dopo 51 anni dalla morte di Frida Kahlo, è stato riaperto il bagno di ‘Casa Azul’, abitazione privata della pittrice. In questa occasione Graciela Iturbide ha compiuto un ‘viaggio’ nel privato dell’artista messicana e, in una settimana di permanenza, ha raccolto con la sua macchina fotografica ‘testimoni’ fondamentali del suo percorso umano e artistico: medicine, protesi, corpetti e corsetti, grembiuli ospedalieri e animali impagliati, il ritratto di Stalin e la sua borsa dell’acqua calda. Spesso sporchi di colore, questi oggetti testimoniano l’impossibilità, da parte di Frida, di separare vita privata e vita artistica, dolore fisico e sollievo creativo, fusione simboleggiata dal bagno, luogo fondamentale dove iniziava le sue giornate e dove tornava spesso ambientandovi più di un’opera (famoso il suo autoritratto nella vasca).
Una prima parte del lavoro di Graciela Iturbide, una versione a colori e con un taglio maggiormente documentaristico, è stata proposta alla National Gallery of Art di Washington.
Il lavoro presentato in questo libro è invece il frutto di un secondo ‘colloquio’ tra le due donne messicane, avvenuto nel 2006; incontro in cui la fotografa ha cercato di entrare in intimo contatto con la pittrice, confrontandosi con il suo mito e la sua identità: un percorso fatto da 12 fotografie in bianco e nero che si conclude con l’autoritratto che Iturbide realizza riproponendo la posizione adottata da Frida in una celebre opera.
Graciela Iturbide inizia a lavorare a 26 anni, come assistente di Manuel Alvarez Bravo nella natia Città del Messico. Dalla sua prima esposizione personale dedicata al popolo Zapotec, una serie di mostre, dal MOMA di San Francisco fino a Roma per il primo Festival FotoGrafia, la consacrano narratrice visiva per eccellenza dell’identità culturale del popolo messicano. Riceve la commissione Roma 2006, nell’ambito del festival FotoGrafia. Nel 2007 inaugura al J. Paul Getty Museum di Los Angeles un’ampia retrospettiva del suo lavoro. Fra gli altri, ha vinto il primo premio alla Biennale di Fotografia del National Fine Arts Institute per il portfolio ‘El Empleo o su carencia’, il premio W. Eugene Smith e il primo premio al quinto ‘Mois de la Photographie’ di Parigi. Vincitrice del Premio Hasselblad 2008. Nel 2011 è stata protagonista del Festival di Arles con una retrospettiva.
Graciela Iturbide - Vincitrice del Premio Hasselblad 2008
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