Graciela Iturbide
Dodici Giorni

Graciela Iturbide, nell’inverno del 2006, ha trascorso dodici giorni in Mozambico per raccontare la battaglia delle donne mozambicane contro l’Aids e per la rinascita del loro paese, e la nuova generazione di ragazzi e i bambini.
La fotografa messicana ha incontrato persone normali e persone straordinarie, ha visto un paese che gli ha ricordato molti aspetti del suo Messico, ha provato serenità e inquietudine allo stesso tempo, ha amato quel paese e la sua gente che combatte per il futuro. Questo e molto altro è ciò che traspare dalle pagine di “Dodici giorni”, volume voluto anche dalla comunità di Sant’Egidio che proprio in Mozambico ha posto le basi per il progetto Dream-Sant’Egidio, il programma globale di cura dell’Aids.
Graciela Iturbide inizia a lavorare a 26 anni, come assistente di Manuel Alvarez Bravo nella natia Città del Messico. Dalla sua prima esposizione personale dedicata al popolo Zapotec, e in particolar modo alle sue donne, una serie di mostre, dal MOMA di San Francisco al Museo Andersen di Roma per il primo Festival FotoGrafia, la consacrano narratrice visiva per eccellenza dell’identità culturale del popolo messicano. A dicembre di quest’anno inaugura al J. Paul Getty Museum di Los Angeles una ampia retrospettiva del suo lavoro. Fra gli altri, ha vinto il primo premio alla Biennale di Fotografia del National Fine Arts Institute per il portfolio ‘El Empleo o su carencia’, il premio W. Eugene Smith e il primo premio al quinto ‘Mois de la Photographie’ di Parigi.
Graciela Iturbide - Vincitrice del Premio Hasselblad 2008
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