Marco Delogu, Edoardo Albinati
Cattività

Il carcere ha attraversato la mia generazione che negli anni Settanta ha vissuto la lotta politica in forme esteme; alcuni compagni di scuola li ho ritrovati vent’anni dopo ancora in galera, altri vi tornano la notte e di giorno lavorano all’esterno.
Tutte le foto sono state scattate nelle diverse sezioni del carcere di Rebibbia, a Roma, tra l’autunno 1997 e la primavera del 2003, ma Rebibbia in queste foto è poco identificata, è solo un luogo della detenzione, campionatura di una comunità di oltre cinquantamila persone in Italia e milioni nel mondo che vivono in un equilibrio di codici imposti e autoimposti, indecifrabili per chi non conosce la reclusione. Oltre i codici restano solo uomini e donne che cercano di sopravvivere.
Ero interessato alla relazione tra uomini e ambienti. Col tempo mi sono concentrato o sugli uomini o sugli ambienti. Concutelli si era bruciato la barba per un incidente col fornello del gas e la tagliava dopo anni. Noti alle cronache e anonimi posavano pazientemente. Un amico sardo mi aiutò ma non volle farsi fotografare. Le donne erano molto più calorose e colorate. I trans chiedevano ossessivamente di essere fotografati una seconda volta.
Marco Delogu
Marco Delogu è nato a Roma, dove vive e lavora, nel 1960.
La sua ricerca si concentra su ritratti di gruppi di persone con esperienze o linguaggi in comune. Ha pubblicato più di venti libri. Ha esposto in Italia e all'estero, in molte gallerie e musei, tra i quali: Accademia di Francia, Villa Medici, Roma; Galleria Comunale d'Arte Moderna e Contemporanea, Roma; Palazzo delle Esposizioni, Roma; Warburg Institute, Londra; Henry Moore Foundation, Leeds; IRCAM - Centre George Pompidou, Parigi; Museé de l'Elysee, Losanna; PhotoMuseum, Mosca; Musei Capitolini, Roma; Ex GIL, Roma.
E’ il direttore artistico di FotoGrafia, festival internazionale di Roma.
Edoardo Albinati è nato nel 1956 a Roma. Ha pubblicato libri di poesia e narrativa, tra cui “Ii polacco lavatore di vetri”, “Orti di guerra”, “19”, “Sintassi Italiana”, “Il ritorno”, “Svenimenti”.
Il più recente è “Tuttalpiù muoio” (Fandango libri) scritto con Filippo Timi.
Dal 1994 lavora come insegnante nel penitenziario di Rebibbia a Roma: su questa esperienza si basa “Maggio Selvaggio” (Mondadori).










