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Davide Silvestri

La linea generale

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Un romanzo a due voci, la storia di un ragazzo intelligente ma introverso, che passa le mattine nei bagni della scuola a scrivere i temi per gli altri, e di un professore giovane, che deve lottare con i primi segni di disillusione. Percorsi paralleli e solitari, che si incrociano in un crescendo drammatico quando due bulli (Hoppo, intelligente e consapevolmente cattivo, e Hong, grosso, violento e ingenuo, succube dell’amico-padrone) pensano di poter sfruttare il talento del ragazzo. In un crescendo drammatico il protagonista è trascinato in un gorgo da cui non sa risalire e il professore decide di intromettersi, facendo precipitare la situazione. Silvestri riflette sulla difficoltà dei due personaggi di sentirsi parte di un gruppo (i compagni, gli altri professori), sulla voglia di cedere alla tentazione di chiudersi in se stessi, laddove le parole degli altri sono percepite come un rumore e le dinamiche sociali come una violenza. Un testo intenso e avvincente, narrato da due punti di vista inconsueti, incapaci di capirsi tra loro, ma, al di là delle apparenze, straordinariamente affini.

 

Davide Silvestri, 45 anni trascorsi senza muoversi da Venezia, si è laureato in filosofia. Da una ventina d’anni lavora all’Edicola dell’Accademia, una delle più vecchie di Venezia, assieme a due dei suoi numerosi fratelli.

“La scuola ha un leggero odore di varechina, come se avessero appena finito di lavare i pavimenti. Anche questa ha un’aria trascurata, avrebbe bisogno di essere ridipinta. Gli alunni di queste scuole vecchie e mezze diroccate mi fanno pena. Puoi parlare quanto vuoi con i bidelli, con gli addetti alle pulizie, otterresti lo stesso risultato parlando con un attaccapanni. Non hanno nemmeno più voglia di far niente, hanno superato anche quello stadio e sono arrivati a una sorta di nirvana di inattività, qualcosa che più che con la pigrizia ha a che fare con la contemplazione buddista. Restano immobili, non si muovono dal posto dove si trovano, come trichechi che si trascinano fino alla spiaggia e poi rimangono buttati là. Fino ad oggi ho insegnato in cinque o sei scuole ma sembra che l’ambiente rimanga sempre lo stesso, sembra che spostino la stessa scuola da una parte all’altra della città. È una cosa che un po’ alla volta ti rovina le fondamenta. È un’idea che un insegnante non dovrebbe nemmeno concepire, quella che i ragazzi starebbero meglio fuori dalla scuola.”





64 pp.; ita.
copertina con bandelle 15x20 cm
ISBN 978-88-95410-10-4
euro 9,00

Anno di pubblicazione 2007

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