Davide Silvestri
La linea generale

Un romanzo a due voci, la storia di un ragazzo intelligente ma introverso, che passa le mattine nei bagni della scuola a scrivere i temi per gli altri, e di un professore giovane, che deve lottare con i primi segni di disillusione. Percorsi paralleli e solitari, che si incrociano in un crescendo drammatico quando due bulli (Hoppo, intelligente e consapevolmente cattivo, e Hong, grosso, violento e ingenuo, succube dell’amico-padrone) pensano di poter sfruttare il talento del ragazzo. In un crescendo drammatico il protagonista è trascinato in un gorgo da cui non sa risalire e il professore decide di intromettersi, facendo precipitare la situazione. Silvestri riflette sulla difficoltà dei due personaggi di sentirsi parte di un gruppo (i compagni, gli altri professori), sulla voglia di cedere alla tentazione di chiudersi in se stessi, laddove le parole degli altri sono percepite come un rumore e le dinamiche sociali come una violenza. Un testo intenso e avvincente, narrato da due punti di vista inconsueti, incapaci di capirsi tra loro, ma, al di là delle apparenze, straordinariamente affini.
Davide Silvestri, 45 anni trascorsi senza muoversi da Venezia, si è laureato in filosofia. Da una ventina d’anni lavora all’Edicola dell’Accademia, una delle più vecchie di Venezia, assieme a due dei suoi numerosi fratelli.
